| Alessandro's profileL'angolo di Mr Korn Flak...PhotosBlogLists | Help |
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February 24 Improvvisazione grafico-testuale: 1noVia dal mio vecchio paese, lungo la strada recintata che mi condurrà…mi condurrà. Chissà dove conduce, poi, questa tiranna; pare decida da sé, non resta che obbedirle, evitando di calpestarla; il contatto è un concetto troppo sudicio. E pornografico, concedetemelo. Non ho mai posseduto un carattere forte, preferisco il ciglio polveroso: mi volto e vedo le mie orme, somma concessione del suolo. Non ho mai posseduto alcunché, in realtà. In realtà…perfino le mie orme mi si rivoltano contro, inseguendomi senza sosta dal giorno in cui posi per la prima volta…no. Sono ferme. Si muove solo il mio pensiero, unica parte di me con un po’ di coraggio, forse perché nascosta chissà dove. Basta con le orme scarlatte, devo fuggire da quelle foglie rinsecchite, devo rincorrere il pensiero, seguirlo in questo fumo di latte. Latte rancido evaporato. Testa china, un passo dopo l’altro proseguo il mio arrivo, facendomi forza e ignorando la polvere fredda sotto le unghie. L’avessi avuta prima, questa forza; avreilottatoomeglioresistitoaquellatorturacapovolta. Eppure era bianco… Ero felice, mi sentivo unico, quindi tre volte più perfetto della perfezione. <<Perfino Dio si è diviso in tre>>, pensavo. Sono convinto che il 3 sia il più vile dei percorsi che un essere possa compiere. Dopo l’8, certo. Il mio amato 1 è la verità; niente dubbi, niente indecisioni; è un tragitto rettilineo, tre volte perfetto. Unico però non sono, e quella spavalda sicurezza non posso che osservarla e seguirla in parallelo, lasciando dietro di me una scia rossa punteggiata, zigzagante, quasi volesse sbeffeggiarmi, mettermi a nudo. Ero nel giusto, però!
Mi era sufficiente tenere i miei occhi bruni ben aperti, per poter vedere ciò che è sempre stato invisibile agli altri. Eppure è tutto lì, davanti a loro! Dei loro dispetti infantili non m’è mai importato, e non ho certo cambiato parere con gli anni; mi divertivo a mille, anche se i loro indici indicavano sempre me. L’indice non è forse il dito tre volte perfetto? Un rettilineo che mostra la strada, ma che ha anche l’incredibile potere di creare il silenzio. I miei occhi eternamente spalancati non hanno però visto mai nulla d’interessante; le cose interessanti sembravano studiate per gli altri, e forse è così. Anzi, quelle cose le vedevo, ma mi era mostrata solo la parte inferiore, quella che potevo osservare solo io. Ma che importa? In quel paese non ci sono mai state cose belle da guardare, come una mattonella ben disegnata, conforto di chi procede a capo chino. Odio le mattonelle ruvide, o troppo lisce. Mi piacciono quelle con solchi, rilievi, proprio come il viso d’un vecchio. O almeno è ciò che credevo prima d’imbattermi in un vecchio. I capelli ingrigiti, gli occhi sbiaditi, soprattutto le rughe…le rughe erano curve! Nessuno me l’aveva mai detto: le rughe sono curve, come dei 3 scritti male. Il vecchio si accorse del mio disgusto, ma non mi prestò troppa attenzione; ciò che è in basso non viene considerato.
Di me stesso ho sempre odiato le mani, troppo deboli per sorreggermi, troppo fragili e delicate per non tracciare scie di sangue a ritrarre il mio abbandono. Mi hanno sempre chiesto perché camminassi sulle mani. Io chiedevo perché camminassero sui piedi. Che follia! Credevo d’essere più vicino all’uno, ma ho dovuto ricredermi quand’ho realizzato di non aver nulla di diverso dagli altri. E’ successo quando ho scoperto la natura dell’1 capovolto.
Così fuggo, una mano dopo l’altra, dalla perfezione in serie, allontanandomi sempre più dalla strada severa. February 15 Poesia dadaista
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