Alessandro's profileL'angolo di Mr Korn Flak...PhotosBlogLists Tools Help

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    29 April

    Metal

    Salve salvino ragassuoli (ma soprattutto ragassuole)!!!
    Ho notato che nel mondo c'è gente che colleziona francobolli, figurine dei calciatori, sottobicchieri, ecc., mentre io mi limitavo a collezionare figure di merda. Così ho deciso di inventare una collezione tutta nuova, solo mia...
    E' così che si assiste all'alba di una nuova era...Ha qui inizio la mia collezione di foto d'insegne recanti la parola METAL!!!
    Aggiornamenti costanti circa questa attività nell'album "L'angolo del metal".
    Già che ci sono ne approfitto per ringraziare i Distance dello spettacolo offerto venerdì a Terlizzi e sabato a Molfetta...siete migliorati un botto ragà ;-)

    26 April

    Frase buttata lì

            La vita è una sola. Ma quante volte si può morire?

    Lacrime grigie

    LACRIME GRIGIE

     

     

     

    Sei rintocchi, neri.

    Piove vita sul cimitero,

    impermeabile.

    Le gocce sadiche si posano sulla roccia,

    divorando la bellezza delle lapidi.

    Scalfita, l’effige di una madonna,

    soffocata da un elegante fiore acolore,

    i cui petali le accarezzano le labbra.

    Sei rintocchi, neri.

    Si ode un deserto atonale,

    intonato da gente mascherata da tristezza;

    stizziti, la routine spezzata,

    della loro personale vita in serie.

    Le donne in fila piangono

    lacrime prese in prestito.

    Ciechi, gli occhi dell’eroe.

    Sei rintocchi, neri.


    16 April

    Pirkaf

    C’era una volta un ragazzino con le orecchie a punta e gli occhi rossi che si chiamava Pirkaf.

    Anche se i suoi genitori erano gentili e lo trattavano bene, per via di quegli occhi e di quelle orecchie veniva sempre maltrattato dai bambini del villaggio; lo chiamavano “Pirkaf occhi rossi e orecchie a punta”. Pirkaf pensava: “Questa non è la mia casa, e loro non sono i miei veri genitori”, perché né il padre né la madre di Pirkaf, e nessun abitante del villaggio, avevano gli occhi rossi e le orecchie a punta come lui.

    Una notte, Pirkaf uscì di casa senza dirlo ai suoi genitori, e andò a cercare la sua vera famiglia e un posto dove vivere; così si addentrò nel bosco a cui gli adulti avevano il divieto di avvicinarsi, e in cui si diceva vivessero degli elfi.

    Infine Pirkaf li trovò.

    Avevano gli occhi rossi e le orecchie a punta, proprio come lui.

    Pirkaf era al settimo cielo, ma loro gli dissero: “Tu, uno di noi? Guarda che ti sbagli, tu non hai le ali per volare”. Pirkaf era confuso, così uno degli elfi raccontò che una volta, un uomo e una donna, vennero fin lì portando con sé un neonato in fin di vita. Giunti al cospetto degli elfi li supplicarono, dicendo: “Siamo entrati nel bosco trasgredendo le leggi del villaggio per salvare il nostro bambino; lui è la nostra vita! Salvatelo, vi prego!”. Gli elfi accolsero la loro richiesta e praticarono un sortilegio sul bimbo.

    Così fu salvato, ma il suo aspetto era mutato…ora somigliava per metà a loro. Nonostante ciò, l’uomo e la donna piansero di gioia e dissero: “Tutto ciò che desideriamo è che lui sia vivo”.

    Appena sentita quella storia, Pirkaf cominciò a correre all’impazzata.

    Piangendo, ripercorse la strada che aveva fatto.

    Ma quando arrivò a casa sua, era già troppo tardi. Sebbene nel bosco fossero passati solo pochi attimi, nel villaggio erano trascorsi cento anni.

    Su una piccola collina, fra il villaggio dove ormai non conosceva più nessuno, e il bosco dove gli elfi non permettevano agli uomini di vivere, Pirkaf l’emarginato continuò a piangere, e i suoi occhi si fecero ancora più rossi.


    09 April

    Rapporti inumani

    Rapporti inumani

     

    Un lussuoso maniero gratifica l’animo del principe,

    crogiolante al tepore delle mura in solida roccia.

    Una rassicurante muraglia ostacola la vista del mondo,

    ma il cuore del castello è ben più spettacolare.

    Maestose tavole imbandite, delicati dipinti,

    lo spirito del signore è satollo.

    Le tende di prezioso velluto danzano,

    una sottile brezza è la loro musica:

    il nobile osserva incantato la magia,

    restando seduto gaudente nella sua comoda poltrona.

    Ma la danza assume subito un aspetto atroce:

    una nube di vile polvere oscura i preziosi dipinti,

    le forti rocce si staccano dalle mura.

    La fede del principe crolla insieme alla sua dimora,

    egli non conosce la via d’uscita, non l’ha mai cercata.

    Il pavimento che credeva invincibile è ora dilaniato,

    un oscuro abisso è pronto a divorare lo stolto.

    Una saggia scintilla folle s’impossessa del suo corpo:

    come un fiero airone bianco si libra in volo nel cielo.

     

    Con l’ultimo lume d’energia l’illuso schiude gli occhi,

    ma uno spettacolo raccapricciante si para dinanzi a sé.

    Una fragile margherita osserva impietosita il sognatore,mentre una sottile brezza la fa appena ondeggiare


    03 April

    Morte della cenere

    MORTE DELLA CENERE

     

     

    Calda e gentile, la tua lama;

    ma affilata, spietatamente affilata.

    Il solco tracciato è ormai buio,

    nero del sangue raggrumato.

    Insensibile al tatto,

    il vile dolore si è dissolto;

    ma profondo abbastanza,

    da farvi precipitare chi oserà avvicinarglisi.

    Le spingerò giù, nell’antro oscuro,

    dove anche le fiamme sono grigie.

    Sulla lingua il sapore indifferente,

    del mio sangue nero ormai morto.

    Gli occhi fissano il cielo violaceo,

    ematoma causato dalla morte quotidiana del sole.

    Ora del decesso: 19:20