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LET THERE BE ROCK
Spasmi elettrici corrono liberi sui muscoli nervosi,
le fibre impazziscono in un’estasi visionaria.
Il corpo non risponde, o risponde troppo bene.
La realtà vista attraverso un microscopio impolverato.
Litri di valium dominante invadono l’ego,
schizzando su e giù, isterici,
urtando le nostre pareti di moralità per fuggire.
I contorni della vita sfumano, tutto è chiaro
oppure vedo solo le mie cornee.
Corro trascinato dal vento verso la mia meta,
mentre tutti mi guardano senza vedermi.
Io sono la verità, io sono voi.
Le pupille cominciano a dilatarsi, e le cose si fanno meno chiare.
Una divina masturbazione si è rivelata un’orgia logorante.
Il piacere si fa più carnale, famelico, selvaggio.
Il leviatano è presto esausto, consunto,
inevitabile destino dell’autocannibale.
Le membra della creatura sono sparse ovunque:
pezzi inerti di carne cruda,
colmi di ciò che ormai è solo un nebuloso ricordo. |