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L'angolo di Mr Korn Flakesnon a caso gli animali fanno i bisogni negli angoli |
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November 08 Si continua a fotografare Altro post, altro resoconto di una mia partecipazione ad una mostra fotografica. Ormai scrivo solo di questo, ma tant'è.Stavolta si tratta del mio paese natio, Molfetta. L'evento è stato organizzato dalla sezione locale della Pro Loco; a dimostrazione di ciò c'è il tema scelto: Molfetta, per l'appunto. Tema molto poco artistico, ampiamente sviscerato, ecc., ma lo ritengo un difetto accettabile in quanto l'ente organizzatore non è strettamente competente in ambito fotografico, ed il suo scopo primo è la valorizzazione del territorio. E' sempre per questa "genericità" di competenze che si è posto un vincolo a mio parere molto più importante ed irragionevole: tutte le foto dovevano avere lo stesso formato, 30x45. Capisco che non ci sarebbe stato ![]() spazio per immagini enormi e che si volessero evitare foto microscopiche, ma sarebbe bastato fornire dimensioni minime e massime. Insomma, se una mia foto avrebbe funzionato con un formato quadrato, perché avrei dovuto piegarmi al rettangolo? Per mia fortuna utilizzo quasi sempre proprio quel formato, quindi non ho avuto problemi, ma resta l'importante limite e la sua irragionevolezza. Altra condizione: niente fotoritocco. Questa si è rivelata, com'era previsto, una pia illusione. Nel momento in cui si ammettono immagini in bianco e nero si sta già ammettendo l'utilizzo di un software di fotoritocco (il B/N generato direttamente dalla macchina è inguardabile), ma per la discussione circa la liceità della postproduzione c'è un intero post scritto mesi fa. ![]() Anche questo, quindi, è un limite irragionevole, ma aggirato da tutti i partecipanti per forza di cose. Arriviamo al giorno dell'inaugurazione. C'è stato un buon afflusso di pubblico (di cui credo un buon 70% composto da amici e parenti, ma questo accade sempre), meno buona è stata invece la presenza delle istituzioni locali. L'assessore al turismo è arrivato, ha tagliato un nastro senza preamboli, ha fatto un discorsetto di pochi minuti, ed è andato via. Vi chiederete "perché non c'era l'assessore ai beni culturali?", vi rispondo "perché Molfetta, città d'arte, ne è sprovvista, l'incarico lo ricopre quindi il sindaco". Già, il sindaco, la cui presenza è rimasto un proclama. Nessuna traccia di lui. Ma di questo poco importa, in fondo le istituzioni politiche non si affannano di certo per promuovere eventi culturali.Parliamo delle fotografie. Il materiale esposto era davvero abbondante (credo si sia toccato il centinaio), la qualità molto altalenante: alcune foto erano opera di fotografi palesemente inesperti, con errori tecnici molto banali (orizzonti storti, soggetti mossi o sfocati, elementi di disturbo, parti tagliate), altre erano invece molto ben fatte. Le mie? Le mie si collocano in una fascia intermedia, almeno a mio parere. Sarà che sono il più feroce critico di tutto ciò che faccio, ma le foto credo siano abbastanza latenti sul piano comunicativo. Certo, i conoscenti si sono complimentati con me, ma il loro resta un parere di parte. Detto questo, tutto fa esperienza. Chi volesse visitare la mostra può farlo fino al 22 novembre '09; la galleria è situata a Molfetta, in piazza Municipio, all'interno della Sala dei Templari. Parlavo di esperienza. C'è stato un altro aneddoto che mi ha fruttato esperienza: il primo incarico fotografico serio, con tanto di compenso economico. ![]() Il mio ex maestro di fotografia è stato ingaggiato per fotografare una serata di gala presso Palazzo Pugliese, a Trani. Ospite della serata l'ex miss Italia Cristina Chiabotto. L'incarico del fotografo in questione era scattare foto durante la fe sta, io invece sono stato incaricato (direttamente da lui) di scattare una sorta di foto ricordo agli invitati; insomma, la classica foto sul tappeto rosso. Niente di impegnativo, sia chiaro, ma è stata pur sempre la prima volta in cui ho fotografato dei perfetti estranei. Non posso far altro che sperare che questo tipo di collaborazioni continuino; nel frattempo comincio il corso di fotografia di cui credo d'aver parlato in un post precedente. Già che ci sono vi mostro un servizio di Verissimo (sic) sulla suddetta serata;vedete quel brutto ceffo con camicia nera a cravatta viola a 2:16? Quello sono io! September 22 Doppia esposizione Dato che sto trascorrendo una serata particolarmente priva di senso, ne approfitto per aggiungere un intervento a questo insensato blog. Farò qualcosa che qui s'è visto davvero poco: parlo di me. E' un periodo in c ui sto particolarmente bene con me stesso, e questo lo devo soprattutto alla buona piega che sta prendendo la mia "carriera" fotografica.Pietra miliare in questa fase sono senza dubbio due mostre alle quali ho partecipato, e che saranno il tema di questo post. ![]() Partiamo da "Mestieri", esposizione tenutasi a Trani, dal 9 al 14 settembre, a conclusione di un workshop al quale ho preso parte. Gli scatti esposti avevano come filo conduttore il lavoro. Le mie 4 fotografie ritraevano il mestiere del sarto e del pittore, anche se i soggetti ritratti non svolgono affatto quei mestieri! A proposito, ringrazio i miei "modelli", che hanno dimostrato tanta pazienza, nonchè la mia "assistente", sempre pronta a spostare luci, teli, sedie, letti, e quant'altro! Quella a Tra ni è stata la mia prima mostra seria, dato che avevo alle spalle anche un'esposizione fugace a La Maratona Fotografica, tenutasi a Vieste, ma non è considerabile una mostra vera e propria. E' stata un'esperienza piacevole, ma probabilmente un po' irreale: eravamo soltanto 11 partecipanti, ci conoscevamo tutti, una mia foto è stata scelta addirittura come locandina...insomma, ho corso il rischio di sentirmi importante. Fra i visitatori metà erano amici, conoscenti...quindi era praticamente impossibile ascoltare una critica negativa, o quantomeno sentirsi marginali. A questo proposito si è rivelata fondamentale l'esperienza successiva: il Bitonto Art Festival '09.Si tratta si una manifestazione che vede la convivenza di tante discipli ne diverse (pittura, fotografia, scultura, video art, fumetto, musica, danza), e la presenza, oltre ai 29 partecipanti, di ospiti provenienti da tutta Italia.Bene, se nella galleria a Trani ero perfettamente padrone della situazione, a Bitonto ero un perfetto signor nessuno, travolto dal bailamme generale. In due giorni circa 3000 visitatori, e fra tutti gli artisti presenti d irei che quasi nessuno si sarà ricordato delle mie 3 fotografie. Una bella ridimensionata, vitale per rimettere i piedi per terra e continuare a camminare.Il tema del festival era l'identità autoritratta, quindi ho esposto 3 autoritratti, materia che non è certo il mio forte. Al di là del senso d'impotenza vissuto durante la manifestazione, c'è stato anche un notevole stress, dato che le due mostre sono andate a coincidere; 12 e 13 settembre ero infatti impegnato su due fronti. Che dire, quando tutto e quando niente...Ciò che resta di entrambe le esposizioni è soddisfazione, e non è affatto poco. Adesso ciò che continuo a fare è continuare a fotografare, dato che le cose da imparare sono moltissime; in ciò mi sarà utilissimo il corso di fotografia che sto per intraprendere, che spero possa fornirmi le competenze necessarie per poter cominciare a muovermi seriamente in questo campo. A proposito: vi serve un fotografo? August 30 Pigmenti o pixel? Ennesimo tentativo di rianimare questo blog, più che altro di trovargli un'utilità. Ormai il mio hobby principale è la fotografia, che spero possa diventare prima o poi ciò che mi sfamerà (leggi "mestiere", brutta parola). Come in tutti i campi, ci sono questioni irrisolte di varia natura; una di queste è la convivenza di fotografia e grafica. Dove finisce la prima e dove comincia la seconda? Credo che ognuno abbia una propria risposta, andando dal purista analogico al purista di Photoshop. L'ideale è, a mio parere, sapersi districare in tutte le situazioni, padroneggiando bene sia la macchina che il computer. Mi sono posto questi quesiti da quando ho cominciato a cimentarmi con il famigerato HDR. Non intendo fare qui una disquisizione tecnica circa la sua natura (anche perchè non ne sarei in grado), ma semplificando è la sovrapposizione di 3 o più scatti con diverse esposizioni, in modo da ottenere un'immagine leggibile in ogni suo punto. Un esempio lo trovate qui a fianco: ottenere quest'immagine con un solo scatto è impossibile, infatti la differenza di luminosità fra cielo e terra è troppo marcata, quindi è possibile esporre bene il cielo, ottenendo il dolmen scuro, o ottenere il dolmen correttamente esposto, ma un cielo bianco.L'HDR toglie le castagne dal fuoco, permettendo d'ottenere il risultato che vedete. Fatta questa premessa, quanto ciò è considerabile fotografia, e quanto grafica? Un mio amico, decisamente più esperto di me, mi ha rivelato che l'HDR non è altro che la versione digitale di una tecnica che esisteva già in passato, e consisteva più o meno nel sovrapporre diapositive con diverse esposizioni. Questo debito col passato emerge continuamente quando si parla di fotoritocco, non a caso il fotomontaggio era utilizzato già ad inizio '900, quando il computer non era neanche un embrione. Il software non fa altro che imitare ciò che fino a 20 anni fa si faceva in camera oscura, con ingredienti chimici e tanta pazienza. Macchina digitale, sviluppo digitale quindi. Eppure, ogni qual volta apro Photoshop, dentro di me c'è un senso di colpa, una voce che mi accusa di "stare imbrogliando". Eppure non faccio nulla di diverso da ciò che si fa in camera oscura (aumento contrasto, conversione in bianco e nero), utilizzo solo mezzi diversi. Cosa c'è quindi che non va? Perchè una parte di me si sente un baro? ![]() La discriminante maggiore è il fattore manualità: l'avvento del digitale ha fatto sì che tutte le elaborazioni le faccia un software, l'essere umano si limita ad ordinare, guardando anche in tempo reale gli effetti delle proprie decisioni. E' quindi in ciò che probabilmente risiede la soluzione del dubbio, il senso d'artigianalità scaturito dall'usare le proprie mani per creare qualcosa. Ma non è in fondo la stessa questione sulla quale si è dibattutto già in passato, quando si accostava la fotografia alla pittura? Si riteneva che la fotografia fosse un processo automatico, che "facesse tutto la macchina fotografica", fino ad arrivare alla posizione di Atget, il quale riteneva la fotografia un processo tramite il quale la natura raffigurava sè stessa (tagliando fuori, quindi, la componente umana). Riprendere questo tipo di ragionamento può però giustificare qualsiasi estremismo: dalla tesi sostenuta in "Lisbon Story" (film di Wim Wenders), secondo la quale l'immagine è pura soltanto se non guardata dall'uomo, fino ad arrivare a pesantissimi ritocchi grafici che stravolgono una fotografia. La verità sta nel mezzo? Forse, forse no; nel dubbio io imparo ad utilizzare gli strumenti a mia disposizione, in attesa di decidere dove tracciare la mia personale linea di confine. August 24 Un tour fra le mie foto In attesa delle due esposizioni che mi attendono eccone una tutta per me. Tre stanze dedicate esclusivamente alle mie foto! Sembra troppo bello per essere vero, infatti non lo è. Si tratta di una galleria virtuale in 3D, nella quale potete girovagare liberamente; sulle pareti ci sono delle mie foto, con tanto di cornici. Elenco i pochi comandi: barra spaziatrice: permette di controllare i vostri movimenti o lasciar fare al computer frecce: permettono di spostarvi (potete farlo anche tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e muovendolo) tasto sinistro del mouse: premuto davanti ad una foto permette di visualizzarla a schermo intero Non manca che il link, eccolo qua |
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